Lean e fonderia: un binomio vincente

È ormai un dato di fatto che l’innovazione tecnologica e la digitalizzazione rappresentino i presupposti necessari su cui poggia il vantaggio competitivo delle aziende. Tuttavia, a ben guardare, c’è un principio ancora più fondante che può guidare una realtà imprenditoriale sulla via dell’eccellenza, ed è l’orientamento verso il miglioramento continuo.

Per indicare questa ricerca della perfezione, fatta di azioni concrete e progressive, i giapponesi usano il termine Kaizen, fusione di kai (cambiamento) e zen (meglio). Ed è proprio questa parola a portarci al cuore del lean thinking o pensiero snello, filosofia gestionale nata in Giappone già negli anni 50, nell’ambito dell’industria automobilistica, successivamente esportata in tutto il mondo e progressivamente affinata contestualmente alle trasformazioni che l’industria ha via via attraversato.

Anche C2MAC group ha scelto di abbracciare questo percorso di autosviluppo con l’obiettivo di essere sul mercato in maniera sempre più efficiente.

Lean e fonderia: quali sono le potenzialità di questo connubio?

“Lean significa semplificazione dei processi, riduzione degli sprechi, ottimizzazione di tutti i passaggi e questo è fondamentale per ogni tipologia d’azienda – spiega il direttore delle risorse umane Davide Magnani. – Se poi guardiamo alla realtà specifica della fonderia, il valore aggiunto offerto dall’approccio lean è senz’altro notevole. Oggi le sfide sia sul fronte della qualità sia della sostenibilità richiedono un continuo sviluppo delle competenze tecniche, strategiche e organizzative, il che impone alle fonderie di abbandonare il modello tradizionale di aziende semplicemente ancorate all’esperienza e al know-how acquisito. Il Kaizen diventa in questo senso uno strumento fondamentale ”.

Come si caratterizza sul campo questa ricerca del miglioramento continuo?

Naturalmente a essere coinvolto nel lavoro di mappatura, analisi e proposta di miglioramento è innanzi tutto il processo fondamentale dell’azienda, quello che inizia con la richiesta del cliente e termina con la sua soddisfazione. In sintesi tutto il flusso delle operazioni dall’ordine alla spedizione, senza dimenticare però anche gli aspetti di ricerca e sviluppo, progettazione e industrializzazione di nuovi prodotti.

Si potrebbe definire il “pensiero snello” come un valore aggiunto nel rispondere alle esigenze dei clienti?

Certamente, soprattutto se si punta a un servizio completo. Fonderie di Montorso, oltre alle fusioni, è in grado di affiancare i propri clienti nella fase di ottimizzazione dei prodotti e dei processi e di offrire loro getti finiti, comprensivi di lavorazioni meccaniche. È quella che noi chiamiamo “full value chain”.

Lean e Industry 4.0: è possibile stabilire una connessione? 

 Direi di sì. La lean production interviene per migliorare i processi, la digitalizzazione mette a disposizione una grande mole di dati e di informazioni. I due aspetti si integrano e si rafforzano a vicenda.

Infine la domanda forse più importante. Quanto contano le risorse umane in questo modello di gestione?

Le aziende sono fatte di persone e il loro coinvolgimento nella diffusione di una cultura aziendale orientata al miglioramento continuo è imprescindibile. L’obiettivo primario è la crescita dell’organizzazione attraverso il coinvolgimento delle risorse a tutti i livelli e la loro responsabilizzazione. In questo modo si favorisce e valorizza il contributo di tutti, nella convinzione che ognuno è un esperto nell’attività che svolge giornalmente, deve essere ascoltato nei suggerimenti e formato in modo pratico per accrescerne le competenze. In una visione di questo tipo le persone sono allo stesso tempo mezzo e fine del cambiamento.

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